Sardinian P.E.N CENTRE since 1997

Edimburgo 1997

L'Associazione poeti e scrittori sardi -Sardinian P.E.N Centre- è stata fondata in Scozia nell'Agosto del 1997, nell'Assemblea internazionale dei delegati P.E.N ad Edimburgo. La candidatura dell'Isola Sardegna e della sua rappresentativa comunita' di poeti e narratori in italiano, in catalano e in lingua sarda venne sottoscritta da 23 firme di autori sardi. Incaricato dalla Segreteria internazionale, lo scrittore della Svizzera italiana Grytsko Mascioni, presentò la letteratura della Sardegna al pubblico con queste parole: "esiste una letteratura che risale a molti secoli e ci sono delle eccellenti ragioni per avere un Centro P.E.N in Sardegna". Tra gli interventi, degni di memoria, nel corso del dibattito, ricordiamo quello di Attilia Venturini rappresentante del del P.E.N reto-romancio che rivelava in breve ai delegati che "la Sardegna possiede una lingua molto interessante, che non è compresa dalla maggior parte degli italiani, ed una letteratura molto interessante"; e quello del rappresentante del P.E.N portoghese Casimiro de Brito il quale avanzava alcune perplessità: "credo che esista una lingua sarda, ma credo che in Sardegna si utilizzino tre lingue: l'italiano, il sardo, il catalano. Si è parlato della bellezza della lingua sarda, ma il centro proposto sarà costituito da scrittori in sardo o da scrittori nelle tre lingue?" Il dibattito sulla lingua sarda e sulle modalità elettive del P.E.N sardo, fu breve ma incisivo, ad esso seguì la decisione del Presidente internazionale che dichiarò il Centro costituito. La decisione fu accolta favorevolmente e votata dalla maggioranza dei delegati in sala.

Lo Statuto del P.E.N sardo ripropone i principi della Carta della federazione P.E.N fondata sulle risoluzioni prese nei congressi internazionali: Art. 1- La letteratura, pur avendo un'origine nazionale, non conosce frontiere e gli scambi letterari devono restare in ogni tempo indipendenti dalle contingenze della vita politica dei popoli.

Il P.E.N Sardo è nato sotto buoni auspici e ha coronato un'attività trentennale sviluppatasi nei numerosi premi letterari che hanno proliferato nell'isola a partire dalla seconda metà del novecento sul modello del Premio Ozieri. L'approvazione della legge sulla Tutela e valorizzazione della cultura e della lingua sarda, ha dato dunque atto di un'attività culturale e letteraria già vitale fin dagli anni sessanta. I premi letterari hanno svolto e svolgono attualmente un'importantissima funzione di produzione e circolazione letteraria che opera dal basso e che contribuisce al rafforzamento dell'automodello culturale sardo, l'unico che può far prendere coscienza ai sardi della propria identità culturale e che può legittimare la Regione sarda, in base alla sua identità etnica, a far parte delle emergenti regioni dell'Europa.

La produzione letteraria in lingua sarda è cresciuta enormemente nella seconda metà del secolo ed ha raggiunto un livello letterario di grande dignità tanto nella poesia che nella prosa. Il mondo accademico ha preso atto della complessa realtà dell'Isola, ed ha legittimato questi risultati e queste aspirazioni istituendo solo di recente una cattedra di Letteratura e filologia sarda con l'obiettivo di studiare la produzione e la circolazione letteraria nell'Isola sia nella lingua nazionale -quella sarda- sia nelle lingue che, avvicendandosi, vi sono state impiegate: latino, catalano, castigliano, francese, italiano.

La tendenza degli autori più consapevoli è attualmente quella di procedere verso una sorta di bilinguismo letterario: il bilinguismo perfetto, di cui infatti si parla nella legge 26 del 15.X.1997. Una legge che assume importanza determinante non tanto per le legittime aspirazioni di dare impulso alla vecchia lingua sarda, quanto perché comporta la necessità di porre a confronto il modello culturale sardo al modello culturale italiano. Solo attraverso questo confronto culturale si genererà un orientamento di senso, solo questo confronto con gli altri modelli potrà influenzare positivamente le scelte economiche che questo popolo deve operare per inserirsi nel mercato europeo e mondiale con una precisa identità e un marchio. Si tratta di scelte che ormai non possono non essere in linea con le vocazioni profonde del suo territorio e della sua cultura, basate perciò sulla coscienza della propria identità, e gli scrittori in lingua sarda sono portatori di questa coscienza. Essi sono numerosi e se si considera la loro presenza capillare in tutto il territorio e il loro numero riferito alla popolazione complessiva si ha un rapporto assai vantaggioso che lascia ben sperare per la formazione dei giovani.

Le motivazioni che hanno determinato l'istituzione di un Centro P.E.N sardo sono state davvero tante, ma tutte rivolte allo scopo fondamentale di rafforzare l'automodello culturale sardo e favorirne, nella prestigiosa sede internazionale, il confronto con le altre realtà letterarie e culturali, non solo del Mediterraneo ma anche dell'Europa, di cui la Regione sarda, col suo millenario patrimonio culturale, è parte assai rilevante. Nel 1998 il Centro ha mosso i primi passi, si è dato uno Statuto, ha nominato un Presidente che insieme ad un comitato fondatore ha elaborato un progetto culturale per la valorizzazione internazionale della letteratura, cultura e della lingua sarda. Nel 1999 il P.E.N sardo ha stabilito ufficialmente i primi rapporti con i rappresentanti dei P.E.N Club europei. Nel 2000 il P.E.N sardo intende affermare la propria presenza sul piano nazionale e internazionale.


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