La Cuec manda in libreria i primi sei volumi della collana "Scrittori sardi"

La Nuova Sardegna - 18 dicembre 2002 - Sassari;
La tradizione e i suoi testi
Un progetto del "Centro di studi filologici sardi"


Il Centro di Studi Filologici Sardi ha pubblicato, per i tipi della casa editrice CUEC, i primi sei titoli della collana Scrittori sardi/Testi e documenti. Si tratta del poema "Le piante" di Domenico Simon (curato da Giuseppe Marci), del "Condaghe di Santa Maria di Bonarcado" (curato da Maurizio Virdis), dell'inno "Su patriota sardu a sos feudatarios" di Francesco Ignazio Mannu (curato da Luciano Carta), del "Libro sardo della confraternita dei disciplinati di Santa Croce di Nuoro" (curato da Giovanni Lupinu), del poema "Sa Vitta et sa Morte et Passione de sanctu Gavinu, Prothu et Januariu" di Antonio Cano (curato da Dino Manca), cui si aggiunge, in coedizione Cuec-Regione Autonoma della Sardegna, il dialogo "La coltivazione de' gelsi e propagazione de' filugelli in Sardegna" di Giuseppe Cossu (curato da Giuseppe Marci). La collana riprende e rilancia, in modo coordinato e omogeneo, diverse esigenze ed iniziative del passato: dalla collana Scrittori sardi della Cuec alla collana Biblioteca di Babele della Edes, per parlare delle più recenti, dal catalogo Isbes ispirato da Umberto Cardia e da Virgilio Lai, ai lavori di Nicola Tanda sulla letteratura e sugli autori sardi. Il programma è quello di ripubblicare, in edizioni corredate da introduzioni e note illustrative, le opere degli scrittori sardi dall'antichità fino a oggi, un patrimonio ampio e solo in parte conosciuto, nella maggior parte dei casi difficilmente consultabile da parte del lettore, a causa della rarità delle opere e per l'intrinseca difficoltà di approccio con testi scritti, in certi casi, alcuni secoli or sono e stampati con i canoni tipografici dell'epoca. La mancata conoscenza (che molte volte si configura come una vera e propria perdita) di un patrimonio culturale cosė importante per coloro che da quella tradizione derivano, determina minori consapevolezze sulla propria fisionomia sociale e intellettuale: una sorta di identità diminuita, in quanto priva di un apporto qualitativamente elevato. Proprio per la consapevolezza dell'importanza di tali materiali il Centro di Studi Filologici Sardi e la Cuec hanno voluto fare uno sforzo tendente a coniugare l'esigenza del massimo rigore scientifico e del rigore filologico nel trattamento dei testi con la volontà di coinvolgere il maggior numero possibile dei lettori, anche non specialisti, cui si è cercato di offrire i supporti necessari per entrare all'interno di universi testuali articolati e compositi. L'auspicio è che già questa prima uscita possa produrre un dibattito al quale partecipino gli studiosi, i mezzi di comunicazione, i lettori, numerosi e appassionati, che tanto in Sardegna quanto, più ampiamente, nell'orizzonte nazionale, seguono con crescente interesse lo sviluppo degli studi riguardanti il ricchissimo panorama culturale italiano, nella specificità delle singole aree geografiche.
Il programma di lavoro del Centro di Studi Filologici Sardi e della Cuec prevede per il prossimo anno 2003 una intensificazione dell'attività con la pubblicazione di altri dieci titoli altamente significativi fra quelli pubblicati dagli autori sardi nel corso della loro secolare attività.